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Riconoscere e gestire le emozioni

Gestire le emozioni, ma prima ancora, riconoscerle non è una cosa affatto banale.

Molti giovani e anche diversi adulti ammettono di essere vittime delle proprie emozioni. “Mi ha fatto arrabbiare… Ero troppo nervoso per non rispondergli in malo modo”. Chi non sa riconoscere le proprie emozioni sul nascere, non può gestirle!

Come mi emoziona questo paesaggio, sembra un dipinto!

Riconoscere le proprie emozioni, mi vien da dire, è un’arte… che rende felici.

Colui che non sa dare un nome alle proprie emozioni, ne sarà sempre suo malgrado sopraffatto. Egli è un pittore senza arte né parte che, trovandosi a ritrarre uno scorcio di vita, non sa distinguere le sfumature nei pigmenti: dipinge così,  con lo stesso colore, la seccatura, la rabbia e l’ira; il dispiacere, la melanconia, la contrizione.

La rabbia mi fa rabbia!

Uno degli aspetti più delicati e difficili legati alla gestione delle emozioni è l’accettazione. Eppure l’accettazione è il primo passo verso il cambiamento. Se riconosci l’emozione, ma non riesci ad accettarla, farai qualcosa per nasconderla, reprimerla, negarla o, peggio ancora probabilmente, ti autocopevolizzi oltre misura.

Personalmente avrei sempre voluto essere una persona equilibrata. Tuttavia, mi è capitato di confondere l’equilibrio con il controllo. Gestire le emozioni non significa controllare le emozioni, almeno, non è quello che qui intendo io.

Il controllo non è amico del benessere, è un illusione per lo più. Ad esempio, se provo rabbia, anzichè allontanarla e bandirla, posso accoglierla per capirla. Posso cercare di comprendere da dove nasce, cosa dice di me. Molte volte la rabbia è anche legittima. In ogni caso, qualunque attributo le si dia, se c’è c’è! Allora perchè non provare ad accettarla, accoglierla e, senza per questo dover agire senza consapevolezza, stare un pò ad ascoltarla per capirla?

C’è, allora cosa ne faccio?

Anche quando ce la prendiamo per qualcosa che ci succede, spesso la rabbia ha origini che scaturiscono dall’interno, cioè dai nostri ‘schemi interiori’, dalle nostre convinzioni, da vissuti più o meno remoti. I fattori esterni come fatti, circostanze, hanno certamente un ruolo importante. Tuttavia voglio invitarti oggi a prendere in considerazione i momenti in cui proverai una certa forma di rabbia. Se riuscirai a percepirla sul nascere, tanto meglio. In ogni caso, anche a posteriori, prova a chiederti:

Cosa mi dice questa emozione di me?“. Ti hanno tagliato la strada in auto. L’evento è indiscutibilmente seccante. Mi fono a che punto è proporzionata la tua reazione? Che cosa ti suggerisce tutto questo? Che cosa vuoi farne del tuo stato d’animo?

Stiamo parlando di una circostanza che interviene con una certa frequenza e la cui gravità è molto limitata. Eppure, se ti accorgi di arrabbiarti in condizioni simili, anzichè giustificarti a priori o viceversa svalutarti per esserti alterato inutilmente, ascolta- Ascoltati e cerca di accettare questa parte di te e ora chiediti:

“Cosa posso farne ora?. Voglio continuare ad apprezzarmi.  Come posso vivere questo momento con le emozioni che mi attraversano?”.

 

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